Ospedale S. Eugenio, Roma

Piazzale Dell' Umanesimo 10
00144 Roma
Rm
Telefono:
06 510029 Call
Aggiornamento più di 6 mesi fa

Itinerario

Descrizione

L'Azienda Unità Sanitaria Locale "Roma C" opera sul territorio costituito dai Municipi 6, 9, 11 e 12, copre un'area territoriale di 246 kmq con popolazione residente a fine 2005 di 563.000 abitanti. I Presidi Ospedalieri S. Eugenio, CTO "A.
Alesini" e il Presidio Polispecialistico S. Caterina della Rosa (V.Forteguerri) caratterizzano l'azione della ASL R C nell'assicurare l'assistenza sanitaria collettiva negli ambienti di vita e di lavoro e l'assistenza distrettuale e ospedaliera.
La specifica missione della ASL Roma C si qualifica su: - analisi e valutazione dello stato di salute dei cittadini; - soddisfazione dei bisogni rilevati nel rispetto della libertà di scelta del cittadino; - appropriatezza, qualità, efficacia, efficienza ed economicità dei servizi e prestazioni fornite

Recensioni

dale

mammografia intramoenia

di , giovedì 11 luglio 2013

Lascio traccia della brutta esperienza presso la radiologia dell'Ospedale S'Eugenio affinchè altre donne bisognose come me di fare la mammografia in tempi brevi, scelgano altre strutture... tramite il CUP regionale avevo fissato per il 26 giugno scorso alle ore 18.20 una mammografia in attività intramoenia poichè l'esame, come da prescrizione, doveva essere eseguito tra il 5 e il 12 giorno del ciclo e in convenzione non era possibile. il giorno dell'appuntamento mi presento alle ore 17.30 al CUP dell'ospedale per pagare la prestazione (110 euro) e mi viene indicato di aspettare direttamente in radiologia il medico incaricato di fare l'esame. Arrivata in radiologia mi accorgo che in quel momento non c'era nessuna attività in corso e che le macchine erano tutte spente. alle ore 18.00 mi sono ritrovata da sola in radiologia con addirittura le luci del corridoio spente... non c'era nessuno a cui chiedere informazioni tantomeno la dr.ssa che doveva farmi l'esame. alle 18.30 per fortuna una amministrativa rientra in radiologia e le chiedo di aiutarmi a rintracciare il medico. dopo 10 min arriva la dr.ssa scusandosi del ritardo, pensava che io non dovessi più fare la mammografia. una volta fatto l'esame, si scusa ancora dicendo di non potermi dare il referto ed il dischetto e di ritornare il giorno dopo a ritirarre il tutto. premesso che io non sono di Roma, per ben 3 volte sono andata invano a ritirare la documentazione clinca che sono riuscita ad avere solo dopo 15 giorni grazie all'intervento di un'altra amministrativa che, vista la mia disperazione, ha provveduto a far stampare il referto e preparare il CD...quello che avrebbe dovuto fare il medico a cui è stata pagata la prestazione.
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Stefyna

Pronto Soccorso

di , sabato 6 luglio 2013

Premetto che sono una persona con un alto senso civico e razionale , ma quanto mi è successo al P.S. del S. Eugenio il 2 luglio 2013 la dice tutta sui disservizi sanitari , dovuti anche dai tagli effettuati per la crisi che sta attraversando il nostro paese.La notte del 1 luglio mi sono sopraggiunti dei forti dolori addominali fino al basso ventre , che mi impedivano persino di poggiare la gamba sx a terra , con febbre ed un forte mal di testa.La mattina ho chiamato il mio medico di famiglia , che conoscendo la mia tempra e sentendomi veramente dolorante e priva di forze, mi ha consigliato di andare subito al P.S. Sono stata accompagnata da mio marito alle 18:00 all'accettazione del P.S. , in quanto le mie condizioni erano peggiorate , ma una volta giunti lì , il solerte infermiere specializzato che stabilisce i codici di accesso , gli chiedeva il perchè non mi avesse accompagnata dal mio medico , e dopo aver sentito che era stato proprio il mio medico a mandarmi lì , mi ha fatto entrare e sistemata su di una lettiga nel corridoio interno del P.S., dove erano già parcheggiate un'altra decina di lettighe con altrettanti pazienti.E dopo una rapida palpazione del mio addome , mi ha detto di aspettare che mi visitasse il medico , e che davanti a me avevo altri 5 pazienti con il codice verde. Ho usato il termine parcheggio , perchè lì sono rimasta senza assistenza sino alle 24:00 , dolorante , tremavo per i dolori e per riuscire ad andare al bagno , ho dovuto chiedere alla guardia giurata di poter far entrare mio marito che mi ci ha accompagnato con la sedia a rotelle. Il medico che mi ha visitato ha predisposto di farmi una flebo per riempire la vescica per effettuare una ecografia , e alla mia richiesta per un calmante per i dolori , mi rispondeva che non poteva somministrarmi nulla finchè non aveva le risposte dell'ecografia;a cui sono stata sottoposta alle 00:30 circa. Sono stata di nuovo portata nel corridoio , dove stremata dalle sofferenze patite mi sono addormentata , sino all'arrivo di mio marito che era riuscito ad entrare ...alle 3 di notte!!! E vedendomi ancora con la flebo per riempire la vescica , e ancora dolorante è andato dentro lo studio medico per chiedere spiegazioni , ma una simpatica signora con il camice bianco lo ha invitato ad uscire , e alle proteste composte di mio marito ha persino chiamato la sicurezza . A quel punto le ho urlato di togliermi la flebo e ho chiesto al mio compagno di portarmi via in un'altro ospedale. La solerte signora mi ha preparato un referto dove scriveva la diagnosi di calcoli alla colecisti e che rifiutavo il ricovero che lei mi consigliava ,(ma come il simpatico ometto al Triage mi aveva detto che era una influenza intestinale) ma a quel punto non volevo restare un secondo di più sotto le sue amorevoli cure. Quindi dolorante sono entrata alle 18:00 e dolorante e provata nel corpo e nell'anima sono uscita alle 03:15 del giorno dopo. Questa non è degno dell'Italia , ma è un trattamento da terzo mondo!!!
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saglio

parto al s.eugenio

di , lunedì 3 dicembre 2012

Ho partorito al S.Eugenio di Roma nel mese di Novembre 2012. Ringrazio Dio che sia andato tutto bene, ma l'esperienza traumatica della degenza ospedaliera non la dimenticherò mai! Innanzi tutto non hanno fatto entrare nemmeno il mio compagno il giorno del parto,sono rimasta sola praticamente tutto il giorno...e lui fuori dalla porta.Ho partorito con taglio cesario, il pomeriggio stesso del parto mi hanno portato il piccolo per lasciarmelo fino al momento delle dimissioni. Chi ha subito un cesario sa perfettamente come ci si sente,cerco di spiegare a chi non lo sa, quali sono le condizioni fisiche. Innanzi tutto non ci si può alzare (anche volendo non ci si riesce), avevo il catetere,inoltre avevo la flebo con il medicinale per contrarre l'utero(molto doloroso), che in altri ospedali trattano con una supplementare flebo con antidolorifico.Al S.Eugenio hanno solo un antidolorifico in iniezione che vi giuro fa male(pizzica da morire)e dopo un po chiaramente svanisce! Inoltre io avevo un forte dolore intercostale, perchè sembra che durante il parto mi si sia incrinata una costola...a tutto ciò aggiungete la ferita,l'operazione subita e il fatto che si è molto deboli. Ho chiesto al personale del nido di aiutarmi almeno quella notte, perchè non mi sentivo in grado di prendermi cura del piccolo (cosa che negli altri ospedali non si richiede in maniera specifica, perchè considerano lo stato della mamma), infatti pensavo che almeno nelle ore successive al parto avrei ricevuto assistenza neonatale. La risposta alla mia richiesta è stata molto evasiva, dopo di che il personale addetto è praticamente sparito! Appena iniziata la notte il mio piccolo ha cominciato a piangere.Lo dovevo attaccare al seno.E' stato piuttosto difficile vista la condizione inferma prenderlo dalla culletta,ma l'ho fatto, correndo comunque il rischio di farmelo cadere dalle mani. Dopo averlo attaccato per un bel po al seno, ho chiamato aiuto per riporlo di nuovo nella culla, la risposta ricevuta da un infermiera, è stata che potevo lasciarlo nel mio letto invece di chiamare per spostarlo! Tengo a precisare, che tale infermiera si è presentata con la faccia visibilmente assonnata e ho dedotto che stava dormendo e quindi chiaramente scocciata per il disturbo. Ho chiamato per chiedere aiuto più volte, perchè il piccolo non si calmava, con la mia sofferenza, probabilmente non riuscivo nemmeno a darle nulla dal seno. Le risposte che ho ricevuto sono state sempre inadatte e scortesi, sia da un punto di vista professionale che umano. Mi è pure saltato l'ago della flebo perchè tra il piccolo ed io, nel letto non si capiva più niente...La faccio breve perchè la notte vi assicuro è stata lunga. All'ennesima chiamata fatta per disperazione mi è stato risposto da un altra ugualmente col viso assonnato:quindi dormivano tutte...che la prima notte dopo un cesario tutte le mamme facevamo così! Ci sarà pure un motivo??? Ma nessuno si è preso la briga di capire il perchè??E' stato orribile e non lo dimenticherò mai... Alle sei del mattino sono esplosa in un pianto di disperazione al quale mi hanno risposto che io prima di andare a partorire al S.Eugenio sapevo che vige il sistema di roaming in e quindi mi hanno fatto intendere che non dovevo lamentarmi... Premetto che sono andata in questo ospedale perchè uno dei medici è il mio ginecologo di fiducia, ma giuro che se avessi saputo quello che mi aspettava, con tutto il rispetto per il mio medico, avrei sicuramente scelto un altra struttura! Non scrivo questa recensione perchè spero che le cose cambino; sono sicura che il personale si renda conto della negligenza offerta ai pazienti e tanto più,se ne renda conto il primario, che decide le regole. La scrivo per far in modo che chi debba scegliere l'ospedale per partorire stia lontana dal S.Eugenio!! Considerando che il reparto maternità è stato riaperto da poco e che di solito è il "fiore all'occhiello" delle strutture ospedaliere immagino l'ospitalità e le condizioni negli altri reparti...
Elenco di servizi e prodotti: #degenza#infernale!Commento    Segnala una recensione abusiva

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